L'APOSTOLO PIETRO


1. "Sarai pescatore di uomini" (Lc 5, 1-11). 



4Gesù disse a Simone: "Prendi il largo e calate le reti per la pesca". 5Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". 6E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. 8Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontanati da me che sono un peccatore". Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". 11Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.




Riflessioni: Piccoli e deboli chiamati dall'Amore.
"Prendi il largo":
sento questo invito di Gesù rivolto a me, oggi, nella mia condi-zione, con le mie capacità e debolezze?
Che significa per me "prendere il largo", cosa m'impedisce di farlo?
Come vivo la chiamata da cristiano battezzato?
Che testimonianza consegno: a favore della vita o di rassegnazione alle forze che cercano di annientarmi?
"Lasciarono tutto e lo seguirono": lascio tutto per seguire Gesù o continuo a mettere condizioni e resistenze per seguire me stesso?



2. "È il Figlio mio l'Eletto, ascoltatelo" (Lc 9, 28-36).


28Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. 29E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. 32Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. 33Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia". 34Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. 35E dalla nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo".



Riflessioni: È bello per noi stare qui.

Gli Esercizi Spirituali sono l'occasione per salire sul Tabor ma, poi, occorre continuare a pregare e contemplare Gesù nel silenzio della casa o in chiesa in adorazione del SS. Sacramento.
Ho cura della preghiera? Cerco di pre-parare gli spazi e i tempi, senza dimen-ticare la cosa più importante: la disposizione interiore?
Come definisco la mia preghiera? Cosa ri-tengo di migliorare in essa?
Come vedo la mia partecipazione alla Messa? Come una possibilità d'incontro con Dio o come il semplice compiersi di un obbligo morale o come un rito che non "converte" il mio vissuto?



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