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3. "Depose le vesti" (Gv 13, 1-20).


3Gesù 4si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte con me".

Riflessioni: L'Amore fino all'estremo dono di sé.

Togliendosi la veste, Gesù si toglie ogni riferimento alla sua persona, e diventa come tutti i più umili per toglierci la paura di Dio. Vuole mettersi alla stessa statura di noi tutti per richiamarci alla conversione o riconversione di mentalità.
Lasciarci lavare i piedi da Gesù per accettare il suo Amore. E lavare i piedi gli uni gli altri è comunicare questo Amore.



4. "Non lo sono!" (Lc 22, 54-62).


54Pietro seguiva da lontano Gesù. 56Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: "Anche questi era con lui". 57Ma egli negò dicendo: "Donna, non lo conosco!". 58Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei di loro!". Ma Pietro rispose: "No, non lo sono!". 59Passata circa un'ora, un altro insisteva: "In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". 60Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. 61Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto. 62E, uscito, pianse amaramente.


Riflessioni: I nostri rinnegamenti.

Alla sofferenza ci si deve preparare perché possiamo sperimentarla anche noi. Di fronte alla sofferenza si può rinnegare la nostra testimonianza cristiana. La sofferenza può diventare disperazione specie per chi non crede.
L'ultima parola, per noi cristiani, è "risurrezione", non morte. Gesù, come ha guardato Pietro, guarda anche noi, con misericordia, prima ancora del nostro pentimento. Gesù offre per primo il suo Amore in attesa del nostro pentimento e della nostra conversione.


5. "Mi ami tu?" (Gv 21,15-19).


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Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". 16Gli disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci le mie pecorelle". 17Gli disse per la terza volta: "Simone di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dices-se: Mi vuoi bene? E gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecorelle. E detto questo aggiunse: "Seguimi".

Riflessioni: Il cuore formato alla missione.

Vi sono diversi tipi di amore: - eros, amore che esprime egoismo perché vuole tutto per sé; - filantropico, l'amore tra amici (ti voglio bene); - agapico, l'amore ablativo, di offerta, gratuito, senza aspettarsi il ricambio perché è dono di sé. Gesù, come a Pietro, ci chiede dapprima l'amore gratuito, ma poi, sapendo delle nostre debolezze, pone la domanda: "Mi vuoi bene?".
Per progredire nell'amore occorre amare in continuazione, occorre crescere giorno dopo giorno.

Insegnami Gesù la via dell'Amore!

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